Innanzi tutto dobbiamo partire dal titolo di questo manuale che, come spesso accade nei testi biblici, è messo alla fine anziché all’inizio come ci verrebbe naturale pensare. In Levitico 7:37 (numerazione della traduzione “nuova riveduta”) leggiamo infatti: “Questa è la legge dell’olocausto, dell’oblazione, del sacrificio espiatorio, del sacrificio per il peccato, della consacrazione e del sacrificio di riconoscenza: legge che il SIGNORE diede a Mosè sul monte Sinai il giorno che ordinò ai figli d’Israele di presentare le loro offerte al SIGNORE nel deserto del Sinai” . Vengono dunque descritti al popolo d’Israele cinque modi per fare offerte al SIGNORE:
- L’OLOCAUSTO
- L’OBLAZIONE
- IL SACRIFICIO ESPIATORIO PER IL PECCATO (INVOLONTARIO)
- IL SACRIFICIO DELLA CONSACRAZIONE O PER LA COLPA RIGUARDO A CIO’ CHE DEV’ESSERE CONSACRATO
- IL SACRIFICIO DELLA RICONOSCENZA O DEL RINGRAZIAMENTO
L’OBLAZIONE consiste in una presentazione di grano od orzo preparati in diverse maniere. E’ l’unico sacrificio che non prevede la morte di un animale (incruento) e quasi sempre accompagnava un sacrificio con spargimento di sangue (cruento).
L’OLOCAUSTO E IL SACRIFICIO DI RINGRAZIAMENTO hanno alcuni aspetti in comune. Per esempio entrambi non sono sacrifici per il perdono dei peccati ma per così dire sacrifici di consacrazione a Dio. Nel primo caso si dedicava (bruciandola sull’altare) la vittima dell’offerta completamente a Dio, nel secondo caso si presentava a Dio un’offerta incruenta (es. la decima) abbinata ad un sacrificio la cui vittima, dopo aver fatto bruciare sull’altare grasso e interiora, veniva in parte mangiata dal sacerdote e in parte dalla famiglia del sacrificatore in luogo sacro. Questi due sacrifici prevedono lo spargimento di sangue, ma solo all’esterno del tabernacolo nella regione dell’altare.
IL SACRIFICIO PER IL PECCATO E QUELLO PER LA COLPA erano invece sacrifici per il perdono dei peccati. Quello per il peccato era un sacrificio che copriva solo i peccati involontari. Se questo peccato aveva coinvolto il sacerdote o l’intera comunità il sangue della vittima veniva sparso fin dentro alla tenda di convegno di fronte alla cortina, se invece aveva coinvolto uno dei capi o qualcuno del popolo il sangue veniva sparso solo nei pressi dell’altare. Il sacrificio per la colpa veniva fatto invece nei casi di appropriazione indebita nei confronti di un uomo o nei confronti di Dio (cap.5) prevedeva la restituzione del dovuto e il sangue della vittima veniva sparso solo nei pressi dell’altare.
Per tutti gli altri peccati “volontari” per deliberata ribellione nei confronti di Dio, non c’era sacrificio fino al giorno dell’espiazione (Le16) e il peccatore poteva solo fare appello unicamente alla compassione di Dio (come Davide nel salmo 51:1,3,16-17).
LA FESTA ANNUALE DELLE ESPIAZIONI (Le16) era l’unico momento in cui il sangue del sacrificio arrivava al di là della cortina direttamente alla presenza del SIGNORE e bagnava il propiziatorio cioè il coperchio dell’arca che copriva la legge. In quell’occasione tutti i peccati della nazione venivano perdonati (v.16) e allontanati nel deserto tramite il capro espiatorio destinato ad Azazel.
La carne dei sacrifici per il perdono dei peccati restava come cibo per il sacerdote tranne nei casi in cui il sangue della vittima fosse entrato nella tenda di convegno (6:17-23). Il corpo di una tale vittima andava interamente bruciato fuori dall’accampamento. In Ebrei 13:11-15 Gesù viene paragonato al corpo del sacrificio del giorno delle espiazioni che santifica tutto il popolo. Anche noi veniamo esortati ad andare a lui e, seguendo il suo esempio, ad essere anche noi dei sacrifici viventi (Rm 12) offrendo a Dio i nostri corpi per fare il bene e le nostre labbra per lodarlo e confessare il suo nome (Eb 13:15).
Come leggiamo in Ebrei 10, Cristo è venuto per sostituirsi a tutti questi “sacrifici, offerte, olocausti, sacrifici per il peccato che sono offerti secondo la legge” (v.8) che non erano in grado di soddisfare la giustizia di Dio (se non tramite la fede nel Cristo venturo) né tanto meno di sgravare la coscienza del peccatore dal proprio peccato.
Egli con un’unica offerta ha reso perfetti per sempre quelli che sono santificati.(v.14)

3 commenti:
non sapevo che anche tu hai messo "per iscritto" i tuoi studi. Grazie, fratello, per il tuo lavoro e il materiale che metti a nostra disposozione.
Spero possano essere utili a tutti. Farai un po' di pubblicità per chi ancora non lo sapesse? Grazie!
Grazie x lo studio Gby
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