mercoledì 18 febbraio 2009

Il Signore degli Eserciti decide di entrare in battaglia

Dal capitolo 56:9 fino al capitolo 59 il profeta elenca le colpe del popolo di Dio:
Le guide di Giuda non provvedono ai bisogni spirituali del popolo ma sono concentrate sui loro propri interessi;
  • Vogliono “godersi al vita” senza preoccupazioni (56:11-12);
  • Il popolo di Dio pratica la magia;
  • L’adulterio e la prostituzione sacra (e non); 
  • Ogni sorta di idolatria; (57:3-etc.);
  • Cerca la protezione nella potenza di re stranieri anziché nella potenza di Dio; (v.9);
  • Pensa di prendere piacere a ricercare le vie di Dio, tramite digiuni e pratiche religiose ma in realtà ha abbandonato la pietà trascurando i bisogni dei fratelli più poveri (58); 
  • Accusa anziché perdonare o confessare i propri peccati;
  • Parla con menzogna; (v.9); (59:15)
  • Perseguita chi si allontana dal male (59:15).

Il peccato dell’uomo si erge come una barriera insormontabile tra lui e Dio, tanto che Dio nasconde la sua faccia e non dà più ascolto alla voce dell’uomo (59:1-2); Dio è profondamente dispiaciuto della mancanza di rettitudine e stupito che nessuno intervenga per porre un freno (59:15-16).

Per questo motivo il Signore degli Eserciti decide di entrare in battaglia in prima persona indossando la corazza della giustizia, l’elmo della salvezza, l’abito della vendetta, il mantello della gelosia (59:16-18):
Giustizia e Salvezza tramite il Salvatore che viene da Sion (v.20) a tutti gli oppressi e umili di spirito che desiderano ravvedersi dalle loro vie inique (57:14-19);
Gelosia e Vendetta a tutti gli avversari (59:18-19).

Leggiamo in Isaia 61:
1 Lo spirito del Signore, di DIO, è su di me,
perché il SIGNORE mi ha unto per recare una buona notizia agli umili;
mi ha inviato per fasciare quelli che hanno il cuore spezzato,
per proclamare la libertà a quelli che sono schiavi,
l'apertura del carcere ai prigionieri,
2 per proclamare l'anno di grazia del SIGNORE,
il giorno di vendetta del nostro Dio;
per consolare tutti quelli che sono afflitti;
3 per mettere, per dare agli afflitti di Sion
un diadema invece di cenere,
olio di gioia invece di dolore,
il mantello di lode invece di uno spirito abbattuto,
affinché siano chiamati terebinti di giustizia,
la piantagione del SIGNORE per mostrare la sua gloria.
Questo è il brano che lesse Gesù nella sinagoga di Nazaret fino alla prima parte del versetto 2, poi arrivato alle parole “anno di grazia del Signore” chiuse il libro e disse: “oggi si è adempiuta questa Scrittura che voi udite”. (Luca 4:16-21).
La prima venuta di Gesù, la sua morte, la sua resurrezione e la sua ascesa al cielo hanno aperto l’anno di grazia del Signore. L’arca della salvezza è oggi aperta per chiunque voglia credere ed entrare come lo era l’arca di Noè che predicava la giustizia prima del diluvio (2 Pietro 2:5). Ma il giorno della vendetta è ormai alle porte e se Dio non sopportava il peccato dei tempi di Giuda, quale potrebbe essere il suo stato d’animo oggi, mentre dal Cielo osserva la strada che senza freno sta percorrendo la nostra società moderna?
Lo stesso Servo sofferente di Isaia 53 tornerà per il giorno della vendetta descritto in Isaia 63. Egli verrà per sterminare dalla terra tutte le potenze pagane schierate contro Dio radunate in Harmaghedon da spiriti immondi (Ap 16:12-16; 29:11-21) e stabilire il suo regno di gloria in Israele con i suoi santi.

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