Paolo non aveva ancora ottenuto quella che qui chiama "perfezione", ma correva verso quella meta.
In passato aveva messo la sua fiducia nelle pratiche del giudaismo sperando di potere ottenere un qualche vantaggio o guadagno alla presenza di Dio. Poi ha capito che questa era solo spazzatura ovvero qualcosa di completamente inutile che non portava alcun tipo di guadagno spirituale.
Ma ora Paolo considera come tanta spazzatura non solo quelle cose ma OGNI COSA.
Egli ha RINUNCIATO A TUTTO, L'UNICA COSA CHE VALE LA PENA GUADAGNARE E' L'ECCELLENZA DELLA CONOSCENZA DI CRISTO GESU'.
Il punto di partenza di questa conoscenza è avere la certezza di essere trovati in Cristo e di non avere da portare davanti a Dio altra giustizia se non la giustizia di Dio che si ha mediante la fede in Cristo.
Ma questa conoscenza è solo l'inizio. Paolo non si accontenta di questo, la sua meta è arrivare all'ECCELLENZA DELLA CONOSCENZA ovvero a una CONOSCENZA ECCELLENTE DI CRISTO. E' evidente che non parla di una conoscenza meramente storica ma profonda e spirituale.
Lo scopo di rinunciare a tutto, guadagnare Cristo e ottenere la giustizia di Dio che si basa sulla fede è il seguente:
1.conoscere Cristo,
2. potenza della sua resurrezione,
3. la comunione alle sue sofferenze, divenendo conforme a lui nella sua morte.
La celeste chiamata di Dio in Cristo Gesù è afferrare queste cose (per le quali siamo già stati afferrati da Cristo) mentre ci apprestiamo a giungere alla resurrezione dei morti nel miglior modo possibile.
Ancora una volta, come per l'esercizio della pietà nella prima lettera a Timoteo, il paragone è quello sportivo. Ci vuole da parte nostra la determinazione di voler ottenere questa ECCELLENTE CONOSCENZA senza scoraggiarsi lasciandosi alle spalle il passato, le cadute, gli
insuccessi, proseguiamo la corsa, non smettiamo di correre.
La nostra meta della chiamata celeste è riassunta in questi tre punti:
1. conoscere Cristo
la nostra aspirazione dev'essere quella di accrescere in noi la consapevolezza e l'apprezzamento per la persona di Cristo, per le ricchezze che abbiamo ottenuto in lui, per la sua gloria, la sua
grandezza, la dimensione del suo amore.
2. la potenza della sua resurrezione
la resurrezione di Cristo è la nostra potenza. La potenza del Cristo Risorto vive in noi per guidarci nel compiere la volontà di Dio mediante lo Spirito Santo che abbiamo ricevuto. Ma riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi (Atti 1). Ogni potere mi è stato dato in cielo e sulla terra. Andate dunque. (Mt 28). Siamo consapevoli di questa ricchezza che abbiamo ricevuto quando Dio ci chiama a fare la sua volontà?
3. la comunione alle sue sofferenze, divenendo conforme a lui nella sua morte
L'aspirazione suprema di un figlio di Dio è poter avere l'onore di soffrire per Cristo come Cristo ha sofferto per noi. Questo non vuol dire cercare contese per farsi perseguitare. Ma crescendo in noi le realtà descritte nei punti precedenti non saremo delle piante sterili
ma pieni di zelo per le cose di Dio. Compiere la volontà di Dio può far soffrire il nostro corpo, può essere causa di sofferenza interiore o addirittura provocare una persecuzione esterna nei nostri confronti.
Tutto questo non dev'essere motivo di tristezza ma di suprema gioia nell'avere l'onore di poter soffrire e/o morire come il nostro Signore.
Paolo stesso non si credeva di aver già ottenuto questa conoscenza ECCELLENTE di Cristo ed esorta se stesso e tutti i credenti a non tirarsi indietro e coltivare il desiderio di raggiunger questa meta ciascuno dal punto in cui è arrivato.
