mercoledì 10 dicembre 2008

Il matrimonio tra Dio ed Israele

Dal capitolo 54 al 66 la visione di Isaia si volge alla restaurazione finale di Israele che avverrà per mano del Servo del Signore.
Dio si rivolge ad Israele come il marito alla propria sposa. Nel capitolo 50 (1) il Signore consegna alla sposa la lettera di divorzio a causa dei suoi misfatti. Egli la allontana dalla sua presenza perché ha scoperto qualcosa di indecente a suo riguardo (Deuteronomio 24:1). Dio ama Israele e l’ha fidanzato fin dalla sua giovinezza (Geremia 2:1), ma Giacobbe rifiuta la sottomissione al vero Dio e si prostituisce con gli dei pagani, seguendo i costumi degli empi che popolano le nazioni (Geremia 2:20,24) diventando addirittura maestro di malvagità (Geremia 2:32-33). Israele è stata ripudiato a causa dei suoi numerosi adulteri (Geremia 3:8).
La situazione di Israele nei confronti di Dio venne rappresentata anche dalla vita del profeta Osea il quale venne chiamato da Dio a sposare una donna che poi si sarebbe macchiata d’adulterio (Osea 1:2,3). La protesta di Osea verso questa donna è grave e simboleggia l’amarezza nel cuore di Dio per il peccato d’Israele (Osea 2:2-7). Anche Osea manda via la moglie, ma questa separazione non ha come fine quello di “rifarsi una vita” bensì di abbandonare la moglie alla misera strada che si è scelta affinché si renda conto che “era molto meglio la vita di prima” (Osea 2:7). Osea tornerà da sua moglie per riscattarla dall’uomo a cui si era venduta e tornare ad amarla. Il comportamento del profeta stride con l’atteggiamento comune che un uomo del mondo o un Israelita praticante della legge avrebbe o avrebbe avuto al suo posto. La legge stessa vietava di ricongiungersi ad una donna cacciata che si fosse unita ad un altro (Deuteronomio 24). 
L’amore di Osea per Gomer e l’amore di Dio per il suo popolo sono più grandi di una legge che venne stabilita per mettere un freno alle conseguenze della durezza dei cuori degli uomini (Mr 10:4-9). L’amore di Dio “non cerca il proprio interesse, non s’inasprisce, non addebita il male, soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa” (1Co13:4,7) e non viene mai meno (1Co13:8).
Ecco cosa dice l’Eterno alla sposa della sua giovinezza che si pente e torna a lui (Isaia 54):

4 Non temere, perché tu non sarai più confusa;
non avere vergogna, perché non dovrai più arrossire;
ma dimenticherai la vergogna della tua giovinezza,
non ricorderai più l'infamia della tua vedovanza.

5 Poiché il tuo creatore è il tuo sposo;
il suo nome è: il SIGNORE degli eserciti;
il tuo redentore è il Santo d'Israele,
che sarà chiamato Dio di tutta la terra.

6 Poiché il SIGNORE ti richiama come una donna abbandonata,
il cui spirito è afflitto,
come la sposa della giovinezza, che è stata ripudiata», dice il tuo Dio.

7 «Per un breve istante io ti ho abbandonata,
ma con immensa compassione io ti raccoglierò.

8 In un accesso d'ira, ti ho per un momento nascosto la mia faccia,
ma con un amore eterno io avrò pietà di te»,
dice il SIGNORE, il tuo salvatore.
10 Anche se i monti si allontanassero
e i colli fossero rimossi,
l'amore mio non si allontanerà da te,
né il mio patto di pace sarà rimosso»,
dice il SIGNORE, che ha pietà di te.

APPLICAZIONI:
  • L’esemplare matrimonio tra Dio ed Israele ci parla di un amore “soprannaturale” di cui ogni uomo credente guidato dallo Spirito Santo vorrebbe e/o dovrebbe amare la propria moglie. L’uomo è chiamato ad amare la moglie come Cristo ha amato la chiesa dando se stesso per lei (e per il suo peccato). 
  • Il vincolo matrimoniale di Dio con Israele ha un valore eterno e prima della fine dei tempi questo popolo tornerà ad adorare in sincerità il Signore degli Eserciti (Is 54:13,17)

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