Dio si rivolge ad Israele come il marito alla propria sposa. Nel capitolo 50 (1) il Signore consegna alla sposa la lettera di divorzio a causa dei suoi misfatti. Egli la allontana dalla sua presenza perché ha scoperto qualcosa di indecente a suo riguardo (Deuteronomio 24:1). Dio ama Israele e l’ha fidanzato fin dalla sua giovinezza (Geremia 2:1), ma Giacobbe rifiuta la sottomissione al vero Dio e si prostituisce con gli dei pagani, seguendo i costumi degli empi che popolano le nazioni (Geremia 2:20,24) diventando addirittura maestro di malvagità (Geremia 2:32-33). Israele è stata ripudiato a causa dei suoi numerosi adulteri (Geremia 3:8).
La situazione di Israele nei confronti di Dio venne rappresentata anche dalla vita del profeta Osea il quale venne chiamato da Dio a sposare una donna che poi si sarebbe macchiata d’adulterio (Osea 1:2,3). La protesta di Osea verso questa donna è grave e simboleggia l’amarezza nel cuore di Dio per il peccato d’Israele (Osea 2:2-7). Anche Osea manda via la moglie, ma questa separazione non ha come fine quello di “rifarsi una vita” bensì di abbandonare la moglie alla misera strada che si è scelta affinché si renda conto che “era molto meglio la vita di prima” (Osea 2:7). Osea tornerà da sua moglie per riscattarla dall’uomo a cui si era venduta e tornare ad amarla. Il comportamento del profeta stride con l’atteggiamento comune che un uomo del mondo o un Israelita praticante della legge avrebbe o avrebbe avuto al suo posto. La legge stessa vietava di ricongiungersi ad una donna cacciata che si fosse unita ad un altro (Deuteronomio 24).
L’amore di Osea per Gomer e l’amore di Dio per il suo popolo sono più grandi di una legge che venne stabilita per mettere un freno alle conseguenze della durezza dei cuori degli uomini (Mr 10:4-9). L’amore di Dio “non cerca il proprio interesse, non s’inasprisce, non addebita il male, soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa” (1Co13:4,7) e non viene mai meno (1Co13:8).
Ecco cosa dice l’Eterno alla sposa della sua giovinezza che si pente e torna a lui (Isaia 54):
4 Non temere, perché tu non sarai più confusa; non avere vergogna, perché non dovrai più arrossire; ma dimenticherai la vergogna della tua giovinezza, non ricorderai più l'infamia della tua vedovanza.
APPLICAZIONI:
Ecco cosa dice l’Eterno alla sposa della sua giovinezza che si pente e torna a lui (Isaia 54):
4 Non temere, perché tu non sarai più confusa; non avere vergogna, perché non dovrai più arrossire; ma dimenticherai la vergogna della tua giovinezza, non ricorderai più l'infamia della tua vedovanza.
5 Poiché il tuo creatore è il tuo sposo;
il suo nome è: il SIGNORE degli eserciti;
il tuo redentore è il Santo d'Israele,
che sarà chiamato Dio di tutta la terra.
6 Poiché il SIGNORE ti richiama come una donna abbandonata,
il cui spirito è afflitto,
come la sposa della giovinezza, che è stata ripudiata», dice il tuo Dio.
7 «Per un breve istante io ti ho abbandonata,
ma con immensa compassione io ti raccoglierò.
8 In un accesso d'ira, ti ho per un momento nascosto la mia faccia,
ma con un amore eterno io avrò pietà di te»,
dice il SIGNORE, il tuo salvatore.
10 Anche se i monti si allontanassero e i colli fossero rimossi, l'amore mio non si allontanerà da te, né il mio patto di pace sarà rimosso», dice il SIGNORE, che ha pietà di te.
10 Anche se i monti si allontanassero e i colli fossero rimossi, l'amore mio non si allontanerà da te, né il mio patto di pace sarà rimosso», dice il SIGNORE, che ha pietà di te.
APPLICAZIONI:
- L’esemplare matrimonio tra Dio ed Israele ci parla di un amore “soprannaturale” di cui ogni uomo credente guidato dallo Spirito Santo vorrebbe e/o dovrebbe amare la propria moglie. L’uomo è chiamato ad amare la moglie come Cristo ha amato la chiesa dando se stesso per lei (e per il suo peccato).
- Il vincolo matrimoniale di Dio con Israele ha un valore eterno e prima della fine dei tempi questo popolo tornerà ad adorare in sincerità il Signore degli Eserciti (Is 54:13,17)
