Levitico 27. Un voto fatto all'Eterno poteva costare molto caro.
Riscattare un maschio adulto consacrato al Signore poteva costare cinquanta sicli d'argento ovvero cinquanta mesi di paga (v.3)!
Avere un ripensamento su una terra che avevi consacrata all'Eterno ti costava il valore di quella terra aumentato di un quinto (v.19)! E se facevi finta di niente e vendevi una terra che avevi consacrato a Dio, quando al giubileo tutti gli altri venditori tornavano in possesso delle loro proprietà, la tua terra diventava proprietà del sacerdote e non potevi più riscattarla perché non avevi pagato a suo tempo (v.20).
Lo scopo di questi pagamenti era certamente quello di dissuadere gli uomini dal fare voti alla leggera.
Il voto è un impegno solenne o un giuramento fatto al Signore (Nu 30:2), è un impegno sacro (Pr 20:25).
Il primo esempio di voto nella Bibbia è quello di Giacobbe che, giunto a Betel, disse: "Se Dio è con me, se mi protegge durante questo viaggio che sto facendo, se mi dà pane da mangiare e vesti da coprirmi, e se ritorno sano e salvo alla casa di mio padre, il Signore sarà il mio Dio e questa pietra, che ho eretta come monumento, sarà la casa di Dio; di tutto quello che mi darai, io certamente ti darò la decima" (Gen 28).
Il voto è un impegno volontario e non un comandamento di Dio.
"Quando avrai fatto un voto al Signore tuo Dio, non tarderai ad adempierlo poiché il Signore, il tuo Dio, te ne domanderebbe certamente conto e tu saresti colpevole; ma se ti astieni dal fare voti non commetti peccato. Mantieni e metti in pratica la parola uscita dalle tue labbra: opera secondo il voto che avrai fatto volontariamente al SIGNORE tuo Dio, e che la tua bocca avrà pronunziato. (De 23:21-23)
«Questo è l'ordine dato dal SIGNORE: quando uno avrà fatto un voto al SIGNORE o avrà con giuramento assunto un solenne impegno, non verrà meno alla sua parola, ma metterà in pratica tutto quello che ha promesso.(Nu 30:2)
Quando hai fatto un voto a Dio, non indugiare ad adempierlo; perché egli non si compiace degli stolti; adempi il voto che hai fatto.(Ec 5:4)
Agli occhi di Dio la parola data ha un grande valore. Egli dice una cosa e quella cosa esiste. In Dio non c’è mutamento ma la sua parola è pienamente affidabile. Così dev’essere chi ama Dio. Nel Salmo 15 leggiamo che ciò che contraddistingue il giusto è la sua lingua, pura, sincera, che non cambia, nemmeno se ha giurato a suo danno.
In Matteo 5 al v.33 riceviamo istruzioni riguardo al giuramento e all’impegnarsi con Dio tramite giuramento. Da questo passo capiamo che non abbiamo bisogno di impegni solenni per mantenere la parola data ma che un semplice “si” dovrebbe essere vincolante come un giuramento. Non dobbiamo essere superficiali nel parlare e se diciamo un si, così sia.
Anche Dio ha detto un si una volta per sempre in Cristo Gesù. Tutte le sue promesse fatte anticamente nelle Scritture hanno avuto il loro “così sia” in Cristo Gesù. E quale fine avremmo fatto se il parlare di Dio fosse stato allo stesso tempo un si e un no? (2Co 1:17-22)
